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Un corso accelerato per trader alle prime armi. Vuoi scoprire 5 diversi indicatori, imparare ad applicarli e capirne il funzionamento, il tutto in meno di 5 minuti? Partiamo!

1. Media mobile (MA)

Un indicatore di tendenza che viene utilizzato per attenuare il rumore sul grafico dei prezzi e determinare potenziali tendenze al rialzo o al ribasso. L’indicazione di una tendenza al rialzo si verifica quando il grafico attraversa la linea dal basso verso l’alto; mentre quando il grafico incrocia la MA dall’alto verso il basso può segnalare una tendenza al ribasso. Le medie mobili possono essere combinate con qualsiasi oscillatore e possono essere utilizzate efficacemente in molte strategie di trading.

Esempio: le candele attraversano la MA dal basso verso l’alto – un segnale rialzista

2. Alligator

Consiste di tre medie mobili con periodi diversi: sono spesso chiamate fauci (linea rossa), denti (linea arancione) e labbra (linea gialla) dell’alligatore. L’indicatore mostra i periodi senza tendenza quando le bande sono laterali, le tendenze emergenti quando le linee si allontanano l’una dall’altra (la bocca dell’alligatore si apre). Si riceve un segnale di acquisto quando le labbra incrociano i denti verso l’alto. Se le labbra incrociano i denti verso il basso, potrebbe essere un segnale di una tendenza al ribasso.

Esempio: le labbra incrociano i denti verso l’alto, la bocca dell’alligatore si spalanca quando emerge una tendenza

3. Moving Average Convergence Divergence (MACD)

L’obiettivo di questo indicatore è individuare le tendenze emergenti. Consiste di due linee: una media mobile più veloce (blu) e una media mobile più lenta (arancione). Le barre verdi e rosse mostrano la differenza tra le due MA. Gli approcci da usare con il MACD sono molteplici. Uno dei segnali consiste nella linea blu che incrocia la linea arancione: se l’incrocio avviene verso l’alto, può segnalare l’emergere di una tendenza al rialzo, mentre se l’incrocio si verifica verso il basso, il prezzo potrebbe diminuire.

Esempio: il MACD mostra un incrocio ribassista, che conferma la tendenza al ribasso

4. Relative Strength Index (RSI)

L’RSI, indice di forza relativa, è un indicatore oscillante utilizzato per determinare la forza del trend, così come i possibili punti di inversione. L’indicatore si sposta tra due livelli e l’asset è considerato ipercomprato se supera il livello del 70% e ipervenduto se supera il livello del 30%. Secondo l’indicatore, una volta che l’asset raggiunge una delle due aree, il prezzo potrebbe subire un’inversione e proseguire nella direzione opposta. L’RSI combinato con una media mobile semplice e MACD costituisce una strategia di trading molto popolare.

Esempio: l’RSI mostra Ethereum Classic nell’area di ipervenduto, subito dopo si verifica un’inversione

5. Stochastic Oscillator

Questo indicatore non segue il prezzo, ma segue la velocità o il momentum del prezzo. Di regola, lo slancio cambia direzione prima del prezzo. Quindi questo indicatore può aiutare i trader a individuare i punti di inversione della tendenza. Consiste di due MA (veloce e lenta) e due linee orizzontali (livelli di ipercomprato e ipervenduto). Un segnale di acquisto, ad esempio, viene ricevuto quando la linea blu attraversa la linea rossa verso l’alto e quando le linee si incontrano al di sotto del livello di ipervenduto e quindi risalgono. Un esempio di un segnale di vendita è quando la linea blu attraversa la media mobile rossa verso il basso; anche quando le linee si incontrano nell’area di ipercomprato (oltre 80) e quindi proseguono verso il basso.

Esempio: lo stocastico emette un segnale di vendita: le MA si incontrano nell’area di ipercomprato con la linea blu che incrocia quella rossa verso il basso

Tutti gli indicatori nell’articolo vengono utilizzati con le impostazioni predefinite. Questi indicatori possono essere combinati tra loro in base alla tipologia (gli indicatori di tendenza possono essere combinati con gli oscillatori). Si noti che nessun indicatore può fornire risultati affidabili nel 100% dei casi, quindi è sempre necessaria una strategia di gestione del rischio.

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