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Alcuni ritengono che la criptovaluta e i mercati azionari siano strettamente interconnessi, rappresentando il tessuto comune dell’attuale sistema finanziario globale. Gli opponenti, invece, affermano che essi siano due entità finanziarie completamente separate, con diverse regolamentazioni (il che è vero) e, soprattutto, con un diverso tipo di investitori (il che deve ancora essere dimostrato). In questo articolo daremo uno sguardo più da vicino ai processi di trasferimento di denaro fra il mercato azionario e quello della criptovaluta. Infine, vedremo se realmente è possibile individuare una reale connessione fra i due mercati.

I trader di criptovaluta investono sui titoli?

Iniziamo con un punto di vista tradizionale sulle relazioni fra il mercato azionario e le criptovalute. Sulla base della tabella riportata in alto, la correlazione fra l’S&P 500 – un mercato azionario che segue le 500 maggiori corporazioni americane – e tutte le più importanti criptovalute è debole, seppur presente, ed è compreso nel range fra lo 0.07 e lo 0.23. Alcuni esperti hanno dichiarato che i due mercati sono, di fatto, molto più vicini l’uno all”altro di quanto di potesse pensare in passato. A conferma di ciò riportano l’esempio del recente crollo del mercato della criptovaluta, collegandolo al deprezzamento degli indici S&P 500, Dow Jones e NASDAQ. Questo gruppo ritiene che il calo dei principali indici americani sia magicamente coinciso con un calo nel mercato della criptovaluta. Anche la ripresa iniziale dei mercati presenterebbe le stesse tempistiche.

I trader di criptovaluta investono sui titoli?

Questa teoria, però, è lontana dall’essere totalmente corretta, vediamo perché. Il mercato della criptovaluta ha iniziato la contrazione il 7 gennaio, molto prima rispetto al mercato azionario. Quest’ultimo ha dimostrato un breve, seppur costante, deprezzamento il 26 gennaio, il quale è durato per soli 10 giorni. Fra il 26 gennaio e il 5 febbraio il settore della criptovaluta ha perso circa il 30% del proprio valore, mentre l’S&P 500 ha subito un deprezzamento “solo” dell’8%. Inoltre, sul periodo di 30 giorni compreso fra il 7 gennaio e il 6 febbraio, il mercato della criptovaluta ha perso il 66% del proprio valore. Un deprezzamento di tale entità avrebbe senza dubbio annientato l’economia nazionale degli Stati Uniti, oltre ad innescare una crisi internazionale di proporzioni inimmaginabili. Ecco perché si può affermare con un certo grado di sicurezza che i due eventi – il deprezzamento del mercato azionario e l’improvviso crollo del settore della criptovaluta – hanno ben poco in comune.

I trader di criptovaluta investono sui titoli?

In qualità di trader, probabilmente vorrai sapere se il denaro che durante la recessione ha abbandonato il mercato della criptovaluta si è riversato sul mercato azionario, e viceversa. Non esiste un modo per tracciare accuratamente tutti i movimenti di denaro sui mercati. Tuttavia, è possibile trarre alcune supposizioni.

Il volume di trading delle più note criptovalute influenza la direzione del trend dominante. Se sia il volume, sia il prezzo di un asset aumentano, ciò significa che qualcuno sta attivamente acquistando criptovaluta. Se il volume aumenta, ma i prezzi continuano a calare, i trader stanno vendendo i propri asset. Nel corso del più recente declino della criptovaluta, i volumi di trading hanno subito una contrazione di quasi il 50%, con sole quattro eccezioni degne di nota. La contrazione del volume di trading può suggerire la dominanza di holder, investitori attaccati ai propri asset che non si lasciano prendere dal panico e non vendono in presenza di un ciclo di mercato al ribasso. I volumi di trading dell’S&P 500 sono rimasti relativamente invariati durante la correzione, e sono lievemente risaliti quando il recupero appariva imminente. Paragonando i volumi di trading, possiamo affermare che il denaro che ha abbandonato il mercato della criptovaluta non è stato diretto verso il mercato azionario. Inoltre, nel caso in cui si verificasse la situazione descritta in precedenza, essa darebbe origine a un’estesa pressione d’acquisto, spingendo l’S&P 500 e gli altri indici più in alto, e non in basso.

Qualunque sia la ragione dietro all’apparente coordinazione dei movimenti sui mercati, la correlazione non implica necessariamente un rapporto causa-effetto. Attualmente non ci sono ragioni per ritenere che un mercato (sia esso quello azionario o della criptovaluta) possa influenzare direttamente l’altro.

Come si può vedere dall’analisi fornita, il deprezzamento e l’apprezzamento della criptovaluta da una parte e degli asset tradizionali dall’altra hanno ben poco in comune. I loro movimenti sono, quasi certamente, influenzati da due completamente diversi gruppi di persone. Ancora, gli investitori conservatori hanno espresso i le proprie perplessità sul bitcoin e le altcoin, citandone la volatilità e restando fedeli alle strategie di trading più note. Gli appassionati di criptovaluta, persone convinte del successo che le criptovalute dimostreranno nel lungo termine, non sentono la necessità di rivolgersi agli investimenti tradizionali, dal momento che sono in grado di moltiplicare i propri investimenti in un periodo di tempo estremamente ridotto.

I mercati della criptovaluta e dei titoli potrebbero, tuttavia, costruire un legame più stretto in futuro, quando e se le criptovalute riusciranno a ottenere lo status di strumenti di investimento largamente accettati.

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