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I trading range possono rappresentare un vero ostacolo sia per i trader principianti che per quelli esperti. Sono periodi in cui i prezzi dimostrano un andamento laterale, spesso irregolare, e in cui i segnali tecnici che in condizioni regolari originerebbero dei guadagni vacillano, per poi svanire subito. La cattiva notizia è che questa è in realtà la condizione predominante del mercato. La buona notizia, invece, è che i trading range possono offrire ampie opportunità ai trader più saggi.

Ai fini di questa discussione, ci focalizzeremo su due tipi di range e li chiameremo termine breve e termine lungo. Ciò che questi range rappresentano per te e il tuo trading dipende dall’arco temporale su cui stai facendo trading. Il termine breve è quello in cui i prezzi possono muoversi dall’alto verso il basso o dal basso verso l’alto nell’arco di poche candele (meno di 10). Di solito non è sufficiente per la formazione di un trend. Il termine lungo è quello in cui il movimento occupa almeno 10 candele, in genere di più, un arco temporale che permette al trend di formarsi.

Il range del termine lungo è quello più facile fra i due da utilizzare nel trading, perché fra le oscillazioni di prezzo c’è il tempo necessario per lo sviluppo di un trend e perché quel trend venga individuato dagli indicatori. Sul grafico giornaliero, questo tipo di range può durare da un paio di settimane a vari mesi, a seconda dell’asset e delle particolari condizioni di mercato. L’idea è quella di seguire il trend nel suo movimento verso l’estremità superiore o inferiore del range.

Quando rilevi un movimento all’interno del range del termine lungo, passa a un arco temporale più breve per cercare di indovinare. Ad esempio, la coppia USD/JPY è stata in un range sul grafico giornaliero per il periodo di tempo indicato. Adesso si sta muovendo verso l’alto all’interno del range. Sarebbe forse opportuno confermare il trend su un arco temporale più breve (ad esempio, un grafico a 4 ore) e stabilire i punti di ingresso ottimali attraverso gli indicatori.

USD/JPY moving up

Una volta che ti sposti verso il grafico dell’arco temporale più breve, è possibile iniziare a cercare segnali che confermino o smentiscano il trend prevalente. In questo caso particolare, la tendenza è al rialzo e quindi siamo alla ricerca di segnali rialzisti. Sono stati ricevuti diversi segnali tra cui candela, azione del prezzo, MACD e stocastico.

I segnali possono essere colti finché il prezzo non raggiunge il target della resistenza all’estremità superiore del range. Una volta che il livello viene raggiunto, i trader possono aspettarsi un momento di volatilità e una possibile inversione o sfondamento. Se viene confermata la resistenza, c’è una buona possibilità che il fondo del range venga modificato.

USD/JPY signals

Il range del termine breve è più difficile da utilizzare nel trading per varie ragioni, fra cui la volatilità e il tempo fra le oscillazioni, ovvero il tempo che i prezzi impiegano per muoversi dalla cima al fondo del range. In questo caso i trader hanno due possibilità.

Se il range è particolarmente ridotto o destinato a durare per giorni o settimane, la cosa da fare è cogliere ogni tocco al supporto o alla resistenza. Ciò significa cercare i momenti in cui i prezzi raggiungono o superano le estremità del range e quindi aprire delle operazioni in vista di un’imminente inversione.

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