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Mentre i mercati delle criptovalute vivono una relativa calma, si addensano nuove nubi all’orizzonte. Sembra, infatti, che i giganti del web come Facebook e Google abbiano preso di mira gli Initial Coin Offering. Questi meccanismi sono alla base del valore delle nuove monete digitali e permettono il crowdfunding di nuove iniziative imprenditoriali, al pari delle IPO per il settore azionario.

Sia Facebook che Google hanno intenzione di proibire qualsiasi richiamo pubblicitario ad iniziative di questo genere e forse qualsiasi richiamo al mondo delle criptovalute in generale. Se ci sia lo zampino del Governo o di qualche altro organismo non è stato ancora chiarito, anche perché queste aziende vivono di pubblicità e quindi perché rifiutare di fare il proprio lavoro e guadagnare?

Google

Questa mossa, comunque, è davvero un pugno nello stomaco per gli investitori, in quanto il Bitcoin(BTC) e simili sono nati come la moneta di internet e la loro emarginazione non potrà, purtroppo, che avere effetti negativi sull’interesse del grande pubblico e quindi influenzare negativamente i corsi dei prezzi. Intanto dall’estremo oriente prosegue la campagna del governo nipponico volta a porre sotto controllo le attività relative alle criptovalute.

G20Tokyo, infatti, in occasione del prossimo G20 in Argentina, in cui si incontreranno le venti più grande economie planetarie, proporrà un framework  internazionale per far modo di impedire che le criptovalute possano essere usate come forma di riciclaggio del denaro sporco o di qualsiasi attività illegale e per preservare, inoltre, i sistemi bancari e i consumatori privati da frodi o altri pericoli correlati.

Sembra, comunque, che le probabilità che già in sede della prossima riunione si raggiunga un accordo e un comunicato comune siano molto basse, vista la differenza di vedute sull’argomento da parte di paesi dalle sensibilità e economie così diverse.

Viceversa, sembra altamente probabile che vengano incaricati dei rami tecnici, che in genere lavorano nell’ombra e preparano le agende di questi summit, per fare in modo che si inizi a stilare una lista iniziali di azioni minime che possa mettere d’accordo se non tutti almeno la maggior parte dei paesi facenti parte dell’organizzazione.