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Dopo Fiat, che ha perso il suo amato amministratore delegato per via di una malattia, anche un altro colosso dell’auto europea si appresta a dire addio al suo boss. In questo caso, fortunatamente, non si tratta di un addio dovuto a questioni di salute. Daimler, infatti, sostituirà presto Zetsche con Ola Kallenius per la posizione di CEO e così, per la prima volta nella storia, il marchio di Stoccarda non avrà un tedesco alla guida.

Kellenius è di nazionalità svedese ed è attualmente capo dello sviluppo. Sotto la sua guida Daimler, che è il primo marchio al mondo nel segmento dell’automotive di lusso, dovrà affrontare sfide globali che vanno dalla guerra commerciale scatenata dall’amministrazione Trump alle sfide poste dal nuovo segmento delle auto elettriche, dove Tesla incombe minacciosa.

Le azioni del gruppo, dopo la notizia, vengono scambiate in leggero rialzo ma sono ancora ben lontane dai valori di inizio anno o solo di un mese fa, quando l’azione valeva attorno ai 58 euro rispetto ai 54 correnti. Tra i dossier che il nuovo capo di Daimler troverà sulla scrivania ce ne saranno due di importanza fondamentale per il prossimo futuro. Il primo riguarda lo scandalo sulle emissioni dei motori Diesel, che, seppure non ha colpito direttamente l’azienda, è fonte comunque di beghe legali e burocratiche.

Daimler

Il secondo riguarda la riorganizzazione aziendale con la creazione di tre unità separate, ognuna focalizzata su una classe di prodotti. Queste tre unità dovrebbero essere una dedicata alle automobili, una ai camion e una ai servizi sulla mobilità.

Ci sono voci, non confermate, che indicano come possibile uno spin-off e relativa quotazione di una di queste unità, in una operazione che potrebbe ricordare un po’ quella di Fiat con il marchio Ferrari. In questo modo si genererebbe valore aggiuntivo per gli azionisti dovuto alla maggiore visibilità sul mercato offerta da questa proposta e infatti, nel caso di Fiat – Ferrari ricordato poco or sono, la Ferrari da sola è arrivata ad una capitalizzazione di mercato pari a quella di Fiat prima dello scorporo.

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