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Il fine settimana ha visto le criptovalute perdere circa 40 miliardi di dollari di capitalizzazione a causa dell’ennesimo attacco da parte di hacker. Il Bitcoin (BTC) ha perso circa il 10% in poche ore e si trova ad essere scambiato a poco sopra i 6700$ dopo aver bucato al ribasso il supporto dei 7000$. La regina delle criptovalute, così, arriva a perdere circa il 50% da inizio anno.

Bitcoin

A scatenare le vendite sembra sia stato il furto di criptovalute subito da Coinrail, una borsa di scambi della Corea del Sud. Coinrail ha fatto sapere di aver bloccato le sue attività e di aver messo tutte le criptovalute ancora in suo possesso in un portafoglio offline, senza accesso a Internet. Questa misura di sicurezza dovrebbe rendere molto più difficile che l’attacco continui, lasciando il tempo all’azienda di investigare più a fondo sull’accaduto.

Anche la polizia del Paese asiatico sta aiutando Coinrail con le indagini. La paura degli investitori, più per il furto in sé, che quantitativamente è stato limitato, è dovuta alla possibilità che gli hacker non abbiano sfruttato una debolezza tecnica della borsa di scambi ma della tecnologia connessa alle criptovalute. Nel secondo caso l’accaduto potrebbe verificarsi di nuovo, come del resto si è verificato già più volte in passato.

China

Un’altra tegola che viene sempre dall’Asia è l’atteggiamento duro del partito comunista cinese nei confronti delle nuove valute digitali. Secondo un giornale vicino al partito il Governo di Pechino continuerà la sua forte repressione nei confronti di ogni attività sospettata di creare fondi in maniera opaca. In generale, inoltre, il Governo si focalizzerà su tutte le attività di natura finanziaria legate ad Internet.

Sebbene le criptovalute non siano state espressamente citate, è facile capire che Pechino irrigidirà la sua posizione in materia e lascerà meno mani libere a chi è impegnato nel settore. Le attività relative alle ICO, fondamentali per raccogliere i primi investitori nei progetti  legati alle nuove valute digitali, saranno evidentemente tra le più penalizzate.

La Cina ha da sempre mantenuto un maggiore controllo in campo economico e finanziario rispetto alla maggior parte delle nazioni avanzate, pertanto queste dichiarazioni andrebbero prese nel giusto contesto e dando loro il giusto peso da parte degli investitori.

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