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Le maggiori criptovalute sono in calo questo venerdì sulla notizia che la più grande borsa di scambio di criptovalute del Giappone ha bloccato la possibilità di ritirare denaro per i propri clienti. Coincheck, infatti, ha dichiarato questa decisione con un tweet e ha deciso di non elaborare ulteriormente i motivi né di rispondere a possibili richieste di delucidazioni sull’accaduto. Inoltre è stata sospesa l’attività di trading sulla criptovaluta XEM (NEM), che ha immediatamente perso oltre il 16% di valore.

NEM

I rumor che girano su internet fanno presupporre che tutto ciò accaduto non sia colpa dell’ennesimo intromissione di un governo, come per i recenti casi in Cina e Corea del Sud, ma sia da ricondurre ad un attacco hacker, sullo stile di quello che qualche anno addietro, sempre in Giappone, affondò l’allora prima piazza di scambi al mondo per criptovalute, Mt.Gox. Sembra, infatti, che si siano “volatilizzati” circa 600 milioni di dollari in criptovaluta XEM, resta da capire bene se per via di uno o più ritiri o di un hack più complesso.

Questa criptovaluta, in decima posizione circa per capitalizzazione totale di mercato, è una delle poche che si basa sul linguaggio Java, forse il linguaggio di programmazione più robusto e diffuso del mondo. Ha introdotto caratteristiche nuove nella tecnologia a blocchi quali l’algoritmo di POI, gli indirizzi a firma multipla, i messaggi criptati e una reputazione con il sistema Eigentrust++.

Kripto

Le altre criptovalute sono anche loro in rosso, con l’Omisego (OMG) a guidare i ribassi con un quasi meno 15%; il Bitcoin (BTC) e il Litecoin (LTC), sono quelle percepite tra le più solide tra gli investitori e infatti riescono ad arginare le perdite sotto al 5%. Inoltre, a spiegare in parte le perdite di questi giorni, ci sono stati eventi macro importanti come la riunione della BCE di giovedì che ha convinto i mercati sul fatto che la fine del Quantitative Easing sia sempre più vicina.

Politiche monetarie meno espansive e più conservative potrebbero scoraggiare molti investitori a scommettere su asset ritenuti meno sicuri, come appunto le criptovalute. Anche le principali borse europee e  nordamericane hanno, infatti, chiuso in perdita.

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