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Il dollaro americano(USD) finalmente sembra arrestare la sua corsa, che lo aveva portato a mettere a segno una delle migliori performance degli ultimi anni. Il cross EUR/USD rimbalza dai minimi di 1,1827 e si riporta fino a quota 1,1937. La moneta unica (EUR) risulta essere tra le migliori per performance contro il biglietto verde nel paniere di IQOption.

Dal punto di vista grafico, si nota chiaramente che la trendline ribassista è stata rotta al rialzo, questo potrebbe essere un segnale per un ingresso long molto importante, soprattutto se nei prossimi giorni il supporto in area 1,19 dovesse continuare a resistere. I livelli di supporto e resistenza nel futuro immediato sono rispettivamente 1,1940-1,1910 e 1,2000-1,2030. Se la correzione dovesse portare a una nuova rottura ribassista al di sotto della maniglia 1,19, il livello di supporto stabile successivo si troverebbe attorno a 1,1708.

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Le vendite sul biglietto verde sono partite nella giornata del 10 maggio e sono dovute in gran parte ai dati sull’inflazione, salita molto meno del previsto negli States. A diminuire maggiormente sono stati i prezzi delle auto usate e dei viaggi in aereo, in particolare le prime hanno mostrato la maggior flessione da marzo 2009. Quello che emerge dai dati e che potrebbe preoccupare i membri della FED è la mancanza di un’inflazione stabile e costante nei vari settori merceologici, anche i dati dei settori che risentono di più del mercato dei servizi mostrano un comportamento simile.

Ad esempio i dati sui derivati del petrolio, come il gasolio, sono molto positivi, anche a causa del recente aumento del prezzo del petrolio; nel contempo, oltre che i dati negativi nei settori citati poco prima, anche quelli degli appartamenti e degli hotel mostrano scarsi segnali di ripresa.

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Infine, a pesare sul cambio, sono stati anche gli ultimi sviluppi politici in Italia, con le due formazioni politiche populiste del Movimento 5 Stelle e della Lega in procinto di formare un governo. Sebbene questo scenario potrebbe essere considerato il peggiore dai mercati, e sia già stato scontato nei tassi di cambio, le nuove notizie sull’elezione di un probabile premier terzo e di natura tecnica fra i due ha rassicurato un poco gli investitori che vedono nell’Italia una possibile bomba ad orologeria per la tenuta della moneta unica. Un premier di questa natura è favorevole allo scenario di maggiore tenuta dei conti pubblici e del rispetto dei parametri europei.

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