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La moneta unica (EUR) rimane stranamente stabile e scambia a 1.163 contro il dollaro americano (USD), dopo che dalla Germania provengono una serie di dati macroeconomici poco incoraggianti. La produzione industriale, infatti, nel primo paese della zona euro è scesa dell’1.1% rispetto al mese precedente. Il dato indica, inoltre, che il calo ha interessato un po’ tutti i settori, con l’eccezione di quello delle costruzioni.

EUR/USD

Allo stesso tempo, anche il settore delle esportazioni ha sofferto di alcuni problemi, probabilmente a causa della guerra globale dei dazi scatenata da Trump, scendendo dello 0.9% rispetto al mese precedente. Contemporaneamente, però, le importazioni sono aumentate di quasi il 3%, sempre sullo stesso periodo, facendo così decrescere il surplus commerciale da circa 19 miliardi di euro a 15.

Tuttavia gli investitori non sembrano molto scossi, anche perché l’economia tedesca ha già più volte dato prova in passato di avere numerosi cicli espansivi dopo periodi di assestamento. Su questi dati, inoltre, inizia a pesare il tasso di disoccupazione ai minimi storici, che fa pensare che le industrie non riescano a trovare lavoratori da impiegare e siano costrette, pertanto, a diminuire il loro output. L’euro, inoltre, è supportato dal ritrovato clima di serenità nei confronti del governo italiano, dopo che sia Salvini che Di Maio hanno fatto intendere di non voler sforare il tetto del 3% imposto dall’Europa per il rapporto deficit/PIL.

SEK

La corona svedese (SEK) avanza sulle altre principali valute, tanto da essere la migliore nel paniere Forex di IQ Option. Nei giorni scorsi la valuta era stata fortemente venduta, soprattutto per via del cambio di outlook da parte della Banca Centrale di Stoccolma. La Riksbank ha annunciato, infatti, che il primo rialzo dei tassi si terrà in un periodo compreso tra dicembre e febbraio prossimi, rispetto alla previsione precedente di “fine 2018”. Probabilmente il rialzo di oggi è dovuto ad alcune prese di profitto, anche visto che la corona svedese risulta tra le peggiori valute dall’inizio dell’anno, ovviamente senza considerare i mercati emergenti.

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