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Le criptovalute hanno subito l’ennesimo tonfo negli scorsi giorni, con gran parte di esse giù anche del 30% e oltre. L’Ethereum (ETH), in particolare, è arrivato ad essere scambiato fino a 260$, ai minimi da febbraio 2017 a questa parte. L’unica a essere rimasta relativamente stabile è stata il Bitcoin (BTC). In queste ultime ore, per fortuna, stiamo assistendo ad un piccolo rimbalzo, ma sarà duraturo?

Le criptovalute

Gira voce che gran parte del calo sia stato causato da alcuni investitori della prima ora in Ethereum e affini che hanno partecipato a diverse Initial Coin Offerings. In previsione di una continuazione del mercato orso questi investitori hanno dovuto smobilitare le loro posizioni lunghe per permettere di mantenersi solvibili in caso di coperture. Purtroppo il mercato delle ICO, a fronte di alcune storie di successo, è costellato anche da tanti fallimenti. Si stima che oltre il 30 % di tutte le ICO realizzate fino ad ora abbiamo fatto flop ad un anno o meno dalla nascita.

A complicare la situazione ci si è messa anche l’Arabia Saudita con un comunicato della sua autorità per il controllo della borsa rilasciato ieri. In questo stringato documento si afferma che il trading di qualsiasi criptovaluta, incluso il Bitcoin, è da considerarsi illegale nel Regno. Fortunatamente al momento non sono ancora previste sanzioni per chi dovesse contravvenire a queste disposizioni, quindi non è dato sapere bene in che modi e tempi questo divieto sarà fatto valere.

L’Ethereum

L’Arabia Saudita è un mercato potenzialmente importante per le criptovalute, in quanto relativamente ricco, quindi con la possibilità di poter intercettare tanti investitori e dove c’è un controllo pressoché autoritario dello stato. Non sono state infrequenti nel passato recente purghe interne di tipo economico e finanziario nei confronti di diverse ricche famiglie saudite. Per questo motivo le criptovalute avrebbero potuto avere una grande attrattiva come mezzo di salvaguardia della propria ricchezza. Come ultimo fattore di debolezze segnaliamo la forza del dollaro americano (USD), che sta condizionando diversi asset tra cui l’oro (sceso sotto i 1200$ l’oncia) e molte altre materie prime.

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