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Anche oggi il mercato del Forex offre molti spunti interessanti per gli investitori. Come prima cosa c’è da segnalare come la Lira Turca (TRY) continui la sua discesa senza fine, andando a toccare il target di 4.1 lire per dollaro che avevamo individuato con precisione giusto ieri. Pure dal punto di vista grafico si evince come il prezzo abbia superato una importante resistenza grafica, se dovesse mantenere questo livello nelle prossime ore è ipotizzabile un ulteriore indebolimento della lira fino a quota 4.15. Di recente ci sono anche crescenti preoccupazioni sulla bilancia delle partite correnti e sull’inflazione della Turchia, che favoriscono un indebolimento della sua valuta.

USD/TRY

Anche il Rublo (RUB) è sotto pressione, proprio come ieri, tanto da sfondare quota 63 contro il biglietto verde. La borsa di Mosca vive un’altro tonfo sebbene i mercati azionari mondiali abbiano ricevuto un piccolo sollievo nelle ultime ore per via delle parole distensive e che fanno presagire un’apertura dell’economia del gigante cinese pronunciate dal Presidente Jinping. La moneta unica, l’Euro(EUR), mostra una certa forza nella mattinata, tanto da apprezzarsi fino a quota 1,235 $ per via delle dichiarazioni del membro del board dell’istituto di Francoforte Ewald Nowotny che fanno presagire una uscita anticipata della Banca Centrale Europea dal suo programma di Quantitative Easing e, addirittura, un primo rialzo dei tassi nella forma di un aumento del tasso applicato sui depositi dall’attuale -0,4% allo -0,2%.

EUR/USD

In questo modo le banche dovrebbero trovare più conveniente parcheggiare la liquidità presso la BCE diminuendo,così facendo, l’offerta di euro sui mercati e provocandone un apprezzamento. Per gli stessi motivi, più o meno, anche la Sterlina Britannica (GBP) dimostra quest’oggi una certa tonicità, arrivando a toccare il massimo di due settimane e mezzo contro il dollaro a 1,4174.

In questo caso ad accendere gli animi degli investitori nella moneta di Sua Maestà Elisabetta sono state le dichiarazioni del membro della BOE Ian McCafferty, che vede un’accelerazione nell’inflazione  dovuta alle aspettative sui salari. Per questo motivo le possibilità  che i rialzi del costo del denaro siano più aggressivi crescono. Anche i dati rilasciati di recente sull’attività manifatturiera sono molto positivi e dimostrano come i timori degli effetti devastanti della Brexit siano stati, forse, sopravvalutati.

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