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Man mano che il prezzo del Bitcoin continua a raggiungere nuovi record, gli investitori prestano sempre maggiore attenzione alla criptovaluta. Al contempo, la proliferazione delle criptovalute non è passata inosservata neanche ai governi del mondo. La prima reazione è stata contraddittoria. Alcuni si sono dichiarati pronti a regolamentarle in un primo tempo, come gli Stati Uniti, che hanno classificato il Bitcoin come una valuta virtuale decentralizzata e convertibile nel 2013. Altri, come il Nepal e l’Ecuador, l’hanno dichiarata illegale. Nella maggior parte dei paesi, però, le criptovalute si trovano ancora in un vuoto legale.

Molti governi ora stanno prendendo coscienza del fatto che le criptovalute non rappresentano un fenomeno passeggero, ma che potrebbero rivoluzionare per sempre la struttura finanziaria globale. Per questa ragione stanno sviluppando una serie di “criptovalute nazionali”, destinate a sostituire gradualmente la valute a corso legale. Riportiamo una breve panoramica degli sviluppi in questo senso in alcuni paesi che abbiamo selezionato:

  • Russia – La Russia ha annunciato in ottobre l’emissione del criptorublo, che non potrà essere minato e sarà controllato dal governo russo.
  • Cina – Dopo il divieto imposto agli scambi di Bitcoin nel settembre scorso, il governo cinese ha annunciato un piano per l’introduzione di una criptovaluta nazionale.

Chinese crypto

  • India – Il governo indiano ha allarmato a più riprese la popolazione in merito ai rischi legati alla volatilità delle criptovalute. Nonostante ciò, pare che la Reserve Bank of India stia studiando l’introduzione di una valuta digitale che dovrà sostituire la rupia nelle transazioni online.
  • Singapore – L’Autorità monetaria di Singapore ha già messo in atto la prima fase della tokenizzazione del dollaro di Singapore tramite l’utilizzo di una blockchain Ethereum privata.
  • Venezuela – Il 4 dicembre il Venezuela ha annunciato che inizierà a breve l’emissione del “Petro”, una criptovaluta nazionale garantita dalle riserve di petrolio, oro e gas del paese.
  • Estonia – L’Estonia, uno dei paesi più avanzati in termini tecnologici, ha proposto il lancio di una criptovaluta nazionale denominata “Estcoin”.
  • Kyrgyzstan – Il Kyrgyzstan, uno dei maggiori produttori d’oro, sta progettando il lancio di una criptovaluta agganciata all’oro denominata “GoldenRock”.
  • Catalogna – Sebbene sia ancora parte integrante della Spagna, la provincia autonoma della Catalogna sta pianificando l’introduzione di una propria valuta digitale quando e se otterrà l’autonomia. Il governo locale ha proposto come modello di riferimento il progetto “Estcoin” elaborato dall’Estonia.

I vantaggi dell’uso della criptovaluta rispetto alla valuta legale, sia per i singoli che per i governi, sono molteplici:

Contenimento dell’inflazione – Con una struttura di emissione limitata, integrata nella blockchain, le criptovalute tendono a essere disinflazionistiche per natura. Non è una coincidenza il fatto che nei paesi afflitti da iperinflazione, in particolare Venezuela e Zimbabwe, le criptovalute sono diventate un mezzo di pagamento sempre più frequente.

Nicolas MaduroIl numero di utenti venezuelani è esploso da 450 nell’agosto 2014 agli oltre 100.000 attuali. Alcuni commercianti del paese al momento accettano esclusivamente Bitcoin come forma di pagamento. Il ridotto costo dell’elettricità in Venezuela, dovuto al valore in calo della valuta, ha portato anche a un boom nelle operazioni di mining di Bitcoin. In Zimbabwe, l’elevata domanda ha portato a un premio nei prezzi locali del Bitcoin fino al 70% superiori alla media globale.

Riduzione dei costi di transazione – I trasferimenti di valuta digitale sono pressoché istantanei, senza commissioni e non soggetti a errori grazie alla blockchain.

Miglioramento della riscossione delle imposte – I governi sarebbero in grado di monitorare tutti i pagamenti generati all’interno del settore privato e imporre quindi una tassazione proporzionata. Questa soluzione farebbe aumentare notevolmente le entrate dei governi, permetterebbe di ridurre i costi e di diminuire l’evasione fiscale e l’economia del mercato nero. Il Bitcoin è stato messo sotto pressione in molti paesi, a causa dell’associazione con il riciclaggio di denaro e l’evasione fiscale. La creazione di una criptovaluta sotto il controllo governativo, quindi, permetterebbe al paese di beneficiare dei vantaggi che la criptovaluta offre, eliminando al contempo i rischi economici e sociali che essa potenzialmente comporta.

Eliminazione di frodi e contraffazione – Essendo basata sulla blockchain, la criptovaluta non può essere contraffatta. Ciò rende le frodi finanziarie praticamente impossibili, riducendo i costi sostenuti dai governi per il controllo delle frodi.

Nel complesso, sembra che la corsa globale per la digitalizzazione delle valute sia nella sua fase iniziale. I paesi stanno prendendo coscienza del fatto che chi per primo riuscirà a creare una criptovaluta efficiente potrà godere dei benefici legati al maggiore interesse degli investitori, ai nuovi investimenti e ai vantaggi che porta il ruolo di innovatore nel campo tecnologico. Nel futuro ci aspettiamo che le iniziative di questo tipo aumenteranno, parallelamente all’ascesa delle criptovalute e della popolarità del Bitcoin.

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