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Il mercato delle criptovalute è rimasto sotto pressione negli ultimi giorni. Il Bitcoin (BTC) si attesta intorno ai 7500$ e l’Ethereum (ETH) appena sotto i 600$. La news principale che ha scatenato queste vendite è quella che coinvolge il Dipartimento di Giustizia degli Stati Uniti e il CFTC, la commissione sul trading dei derivati. Queste due importanti agenzie federali, che già in passato si sono molto interessate al fenomeno delle nuove valute digitali, hanno aperto un’inchiesta sulla possibile manipolazione del mercato del Bitcoin.

Cripto

L’inchiesta si concentrerebbe principalmente su due pratiche che sono ritenute scorrette dagli organi di vigilanza: lo spoofing e l’uso di diversi broker per la compravendita di asset finanziari. Lo spoofing si realizza quando nel mercato, o per essere precisi sul book di negoziazione di un particolare asset, compaiono molto ordini di acquisto/vendita senza che poi vengano eseguiti, perché magari la volontà di esecuzione e quindi l’offerta in denaro o lettera sparisce prima che l’effettiva transazione avvenga.

Questa tecnica non è di difficile realizzazione, in quanto richiede grandi mezzi tecnici come la possibilità di fare trading algoritmico automatizzato, magari sfruttando server colocati con quelli usati dalla borsa, per riuscire ad impartire ordini ad altissima velocità o, come in questo caso, cancellarli a seconda dell’evoluzione della formazione dei prezzi e delle quantità sul book di negoziazione.

E’ evidente che questa possa essere considerata una manipolazione del mercato, poiché un trader scorretto potrebbe inondare un book di tantissimi ordini in acquisto a diversi livelli di prezzo per poi cancellare questi ordini poco prima di effettuare un eseguito. Ciò potrebbe generare negli altri partecipanti al book l’impressione che il prezzo stia per subire un rialzo. La seconda pratica, invece, richiede che il trader malevolo possegga più account con diversi broker.

In questo caso la “truffa” ai danni degli altri partecipanti al book di negoziazione avviene comprando o vendendo in più ordini usando un account, per poi trasferire gli asset così acquisiti all’altro account rivendendoli in un secondo momento. Questa tecnica non richiede, a differenza della prima, grandi mezzi tecnologici ma espone comunque al rischio dell’oscillazione del prezzo dell’asset nel periodo di trasferimento da un account ad un altro.

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