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Giornata abbastanza movimentata sui mercati del Forex, dove i temi principali sono la debolezza del biglietto verde americano (USD) e della valuta di Ankara, che tocca nuovi minimi di sempre. Dal punto di vista grafico, se analizziamo il cross EUR/USD, possiamo notare come l’euro (EUR) abbia sfondato la resistenza del canale ribassista formatosi a partire dal 18 aprile e sia prossimo a tornare sopra la soglia psicologica dell’1,2. Se tale soglia dovesse essere superata, e ciò accadrà con molta probabilità nelle prossime ore, si potrebbe tornare a breve in area 1,21-1,22.

A scatenare gli acquisti sull’euro sono state le parole del governatore della Banca di Francia Villeroy, che vede il QE giunto ormai alla fine e la possibilità concreta di discutere rialzi al costo del denaro subito dopo. Altri fattori che hanno inciso sono il prezzo del petrolio, in calo dai massimi recenti, e la minaccia della Russia di Putin e della Cina di usare di meno il biglietto verde come forma di pagamento per il petrolio e potenzialmente altre materie prime. Ciò potrebbe intaccare lo status del dollaro americano di riserva de facto mondiale.

EUR/USD

Un altro tema caldo sui mercati valutari è quello legato alla Turchia, che vede la propria moneta in continuo deprezzamento. Nelle ultime ore è stata sfondata anche quota 4.3 contro il dollaro e il valore della lira turca è pertanto giunto ai minimi di sempre. Anche gli operatori che forniscono liquidità sono molto nervosi e offrono cambi con un ampio margine tra prezzo di acquisto e di vendita, che di certo non aiuta con chi dovesse fare business con un’altra attività turca.

USD/TRY

A provocare l’ultima ondata di vendite sono state le parole del primo ministro Erdogan, che ha definito il rialzo del costo del denaro come una decisione scellerata in un periodo di forte espansione economica.

Sebbene la Banca centrale di Turchia mantenga formalmente un’indipendenza rispetto all’esecutivo politico, visto lo strapotere di Erdogan in patria è facile prevedere che verrà esercita comunque una forte pressione affinché aumenti del costo del denaro non si verifichino.

Anche il deficit di bilancio continua in un pericoloso trend ascendete, arrivando a toccare i 4,8 miliardi di dollari rispetto ad una previsione degli economisti di 4,1.

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