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Sui mercati internazionali continua a prevale un sentimento di avversione al rischio, con molte valute emergenti che continuano a far segnare record storici negativi. E’ questo il caso della Turchia, di cui abbiamo parlato ampiamente, che vede la sua valuta a ridosso dei 5$ per Lira Turca (TRY) e il rendimento dei propri titoli di stato volare oltre il 15% sul bond con scadenza decennale.

Le risposte del governo di Ankara alla crisi in atto continuano a deludere la comunità finanziaria internazionale: il Governo sembra incapace di mettere in campo misure di contenimento del deficit o di lasciar alzare i tassi di riferimento alla Banca Centrale in maniera adeguata.

USD/TRY

Il Big Mac Index, l’indice mondiale che registra il potere d’acquisto dello stesso bene in varie parti del mondo e in diverse valute nazionali, indica che la Lira Turca è di circa il 45% sottovalutata rispetto al Dollaro Americano (USD) in termini di parità di potere d’acquisto. Ciò indica che se la situazione politica dovesse migliorare, ci potrebbero essere spazi anche per grandi guadagni con posizioni lunghe sulla valuta di Ankara che rimane, comunque, la seconda peggiore al mondo nel 2018, dietro solo al Peso Argentino (ARS).

La situazione geopolitica internazionale continua ad essere fragile e un altro focolaio è costituito dall’Italia, che, se le ultime indiscrezioni dovessero essere confermate, starebbe per eleggere un premier con un curriculum taroccato e un ministro dell’economia che ha definito l’euro (EUR) una “gabbia” per il proprio paese. Il cross EUR/USD è arrivato anche a sfondare la resistenza a 1,17 dopo la diffusione di queste indiscrezioni.

EUR/JPY

Lo Yen Giapponese (JPY) continua ad apprezzarsi, soprattutto contro la moneta unica, essendo ormai considerata una valuta rifugio in tempi di incertezza. Nelle ultime 24 ore il cross EUR/JPY ha perso, infatti, quasi l’1%.

Anche se gli ultimi dati dal Sol Levante indicano una inflazione che stenta a decollare, con la lettura del CPI ferma allo 0,5% invece degli 0,6% attesi, questo sembra non aver influito più di tanto sulle scelte di posizionamento degli investitori, che premiano lo Yen per la sua lunga tradizione di moneta stabile supportata da un paese solido, affidabile e rispettoso delle regole.

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