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La teoria dell’onda di Elliott è un metodo complesso, che richiede mesi, se non addirittura anni, per essere padroneggiato. Si tratta di un metodo adatto esclusivamente ai trader che si avvicinano seriamente al mercato e che cercano raggiungere una competenza di livello professionale. Oggi esamineremo le basi di questo approccio e vedremo come può essere applicato nel trading. Il metodo è ampiamente descritto dall’autore nel libro “The Wave Principle”, pubblicato nel 1938.

La storia della teoria dell’onda di Elliott

Negli anni ’30 l’economista americano Ralph Elliott, nel tentativo di tenersi impegnato e per distrarsi dalla propria malattia, iniziò ad analizzare i grafici dei prezzi orari, giornalieri, settimanali, mensili e annuali di vari indici, per scoprire la presenza di una qualche somiglianza nei pattern. Elliott riteneva che ogni movimento avesse una ragione specifica ed esaminò una serie di grafici a coprire 75 anni di dati del mercato azionario.

Nel maggio 1934, i risultati delle osservazioni di Elliott iniziarono a formare un insieme generale di principi sul comportamento del mercato azionario. Elliott affermò che, anche se l’attività del mercato può sembrare casuale e frammentaria, in realtà segue leggi prevedibili e può essere misurata utilizzando i numeri di Fibonacci.   

Onde d’impulso e correttive

Ralph Elliott suggerì che le tendenze dei prezzi finanziari derivano direttamente dalla psicologia degli investitori e che le oscillazioni della psicologia di massa si manifestano ripetendosi nei medesimi pattern. Elliott scoprì che i prezzi si muovono seguendo onde d’impulso (motivi) e onde correttive. I movimenti del prezzo che si ripetono uno dop l’altro vengono definiti onde. Possono essere divisi in due tipologie.

Le onde d’impulso sono formate da 5 onde: 3 ampi movimenti del prezzo nella direzione del trend rialzista e 2 correzioni. Queste onde sono definite rispettivamente come onde 1, 2, 3, 4 e 5. Ci sono diverse regole da notare quando si trovano queste onde:

  1. La terza onda (seconda onda d’impulso) è solitamente la più ampia della sequenza. Le onde 1 o 5 non possono essere più ampie dell’onda 3.
  2. Quando l’onda 3 è l’onda impulsiva più ampia, l’onda 5 avrà un’ampiezza quasi uguale all’onda 1.
  3. La struttura delle onde 2 e 4 si alternerà: se una è una correzione netta, l’altra sarà una correzione piatta e viceversa.
  4. Il massimo dell’onda 3 deve essere maggiore del massimo dell’onda 1 (altrimenti sarà necessario iniziare nuovamente il calcolo dell’onda). Le onde devono progredire.

Le onde correttive sono costituite da 3 onde: un impulso verso il basso, una correzione al rialzo e un altro impulso verso il basso. Queste onde sono definite come A, B e C. Di regola, le onde correttive A, B e C terminano nell’area del minimo dell’onda 4 precedente.

Pattern di onde d’impulso e correttiva

Nella figura sopra sono visibili sia le onde d’impulso che quelle correttive. È importante notare la lunghezza delle onde e le loro proporzioni. L’onda 2 in genere è pari al 60% della lunghezza della prima. L’onda 3 è solitamente molto più grande dell’onda 1, mentre l’onda 4 successiva è solitamente il 30% o il 40% dell’onda 3. La medesima regola si applica alla tendenza ribassista.

Come mettere in pratica questa teoria?

Esistono molti modi per sfruttare la teoria dell’onda di Elliott. Tuttavia, applicarla nella pratica può essere davvero complesso. È importante ricordare le regole della sequenza delle onde per tracciarle correttamente sul grafico.

La struttura a onde suggerisce che il prezzo si muove secondo dei cicli. Ad esempio, dopo tre grandi movimenti al rialzo, è probabile che la tendenza al rialzo sia prossima alla fine e che i prezzi si abbassino. Per una tendenza al ribasso, è vero il contrario: dopo tre grandi movimenti al ribasso, è probabile che la tendenza al ribasso sia finita e i prezzi potrebbero iniziare a salire.

Questi movimenti sono frattali, il che significa che possono essere individuati su grafici grandi o piccoli. Le onde aiutano a determinare la direzione del trend e un possibile punto di ingresso. 

Ad esempio, una struttura di questo tipo può essere individuata su un grafico mensile del titolo Amazon. È chiaramente visibile che il prezzo prima è salito verso l’alto in un ciclo di 5 onde, seguito poi dalle 3 onde correttive.

La teoria dell’onda di Elliott applicata al titolo Amazon

Trovare le onde e analizzare il grafico in questo modo può aiutare il trader a prendere le proprie decisioni sulle operazioni future. Un metodo possibile da utilizzare è quello di inserire posizioni di acquisto durante i pullback (onde correttive) durante i trend rialzisti, ad esempio. Questo, se fatto correttamente, può consentire a un trader di “cavalcare” il successivo trend rialzista, quando il prezzo raggiungerà un nuovo massimo. 

Le operazioni di vendita possono essere eseguite durante le ondate correttive in una tendenza al ribasso per poter beneficiare della tendenza al ribasso del mercato. 

Conclusione

Comprendere la teoria delle onde di Elliott può migliorare le tue capacità di analisi del mercato e aiutarti a individuare le tempistiche migliori per le tue operazioni. Tuttavia, si tratta di un metodo complesso che richiede molte ricerche e che non può garantire risultati precisi al 100%. Questo approccio è più adatto ai trader esperti, che abbiano già capacità di analisi tecnica superiori alla media. 

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