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La scorsa settimana ha avuto luogo uno dei più significativi eventi del 2015: l’incontro dei rappresentanti della Federal Reserve USA, in cui è stata presa la decisione di alzare i tassi chiave d’interesse di 25 punti, al 0,25%-0,50%, per la prima volta dal 2006. Si tratta di un evento molto importante per l’intero sistema finanziario globale, essendo gli USA la più grande economia mondiale.

Le future decisioni riguardanti la politica monetaria USA dipenderanno fortemente da molti fattori – sia geopolitici (come la crescita o il rallentamento dell’economia mondiale, i prezzi delle materie prime), sia interni (come il consumo interno e gli investimenti nel settore reale dell’economia).

I rappresentanti della FED prevedono che nel 2016 i tassi saranno aumentati di quattro volte, tuttavia gli esperti ritengono che il mercato considera per ora solo un aumento dei tassi pari al doppio.

Se vogliamo parlare dell’economia dell’eurozona, allora un discorso su un rialzamento dei tassi per ora non si può fare. L’obiettivo chiave BCE in questa fase è quello di trovare un equilibrio tra interventi e aumento della domanda interna in modo da accelerare l’inflazione. Di recente la BCE ha preso la decisione di abbassare il tasso sui depositi dal -0,20% al -0,30% e ha lasciato la possibilità di estensione del programma di acquisto di attivi per ulteriori 20 miliardi di euro al mese. Tuttavia, i rappresentanti della Banca Centrale Europea e non sono riusciti a raggiungere il loro obiettivo: la moneta europea è scesa in modo del tutto trascurabile, il che è perfetto per gli USA.

Grafico orario 4х  EURUSD
Grafico orario 4х EURUSD

Fino alla fine del 2015 non si attendono alcuni ulteriori importanti eventi economici, nè notizie fondamentali che potrebbero influenzare fortemente il mercato.

Si prevede che la volatilità sui mercati si abbasserà e i valori degli indicatori di analisi tecnica andranno a trovarsi in zona neutrale.

 


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