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In un periodo di tassi minimi di rifinanziamento tra le principali economie mondiali, il compito di accelerare l’inflazione viene in primo piano. I rappresentanti della Banca centrale europea hanno già ridotto i tassi a zero, cosa che ha parzialmente influito in maniera positiva sull’inflazione che inizia a crescere passo dopo passo.

L’inflazione nell’Eurozona resta a valore zero e persino il minimo aumento influenzerà positivamente il valore della moneta unica europea:

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..la scorsa settimana sono stati pubblicati altri due rapporti che influenzano direttamente il livello dell’inflazione. Il primo è rappresentato dall’indice dei prezzi alla produzione, i cui risultati si sono rivelati due volte migliori rispetto ai valori attesi:

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..e il livello delle vendite al dettaglio che resta ad un buon livello:

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Negli USA la situazione è leggermente migliore, sebbene l’inflazione continui a restare ancor ben al di sotto dei valori di riferimento:

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Se nell’Eurozona e negli USA l’inflazione risulterà essere al di sopra delle aspettative, ciò avrà un impatto positivo sulla valuta nazionale.

La settimana scorsa dagli USA sono stati pubblicati dati dal mercato del lavoro, compreso il più popolare rapporto del mese, il “NonFarm”. Pare che i rappresentanti dell’ufficio di statistica abbiano confuso i dati relativi agli ultimi due mesi e dopo gli indici bassi da record del mese scorso, il numero di nuovi posti di lavoro creati al di fuori del settore agricolo è salito alle stelle, mentre al contrario il tasso di disoccupazione si è ridotto. E’ probabile che negli ultimi due mesi sarà opportuno orientarsi su valori più vicini alla media:

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Grafico EURUSD:

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Sul grafico EURUSD D1 prosegue la tendenza al ribasso, cosa confermata dagli indicatori “Alligator” e “Oscillatore di Bill Williams” (Awesome Oscillator). In molto, la prosecuzione della tendenza al ribasso dipenderà dallo sviluppo della situazione legata all’uscita dell’Inghilterra dall’Unione Europea.